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Com’è fatta internamente la fotocamera Lytro?

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Oggi ho trovato un articolo pubblicato sul blog del New York Times nella quale è stato dedicato un approfondito spazio ad una fotocamera che si è sentito parlare poco ultimamente, ovvero della Lytro.

L’ultimo post che avevo scritto in merito, parlava di una possibile implementazione di un dispositivo wi-fi e bluetooth che ancora oggi non si sa se ci sarà o meno.

La cosa che ho trovato interessante all’interno dell’articolo del New York Times è la foto che mostra la fotocamera Lytro in sezione (se avete problemi e non riuscite a leggere sull’immagine, potete scaricatela da qui):

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Praticamente, per farla breve, la tecnolgia Lytro implementa un sensore con strato di microlenti (micro-lens array) capaci di registrare informazioni che riguardano la direzione dei raggi luminosi che poi verranno elaborate e gestite dal processore.
In parole povere è come se ogni pixel fosse diviso in altri piccoli pixel capaci di registrare i raggi con una determinata direzione, con quindi il beneficio di catturare diverse distanze focali. Per essere più precisi il sensore è capace di registrare 11 milioni di megaray, o dati dei raggi di luce.

Personalmente il design lo trovo un pò bruttino, la forma a prima vista fa sembrare un giocattolo.
Anche l’impugnatura non è delle migliori. Lo schermo è un pò troppo piccolo ed essendo touchscreen rende sicuramente difficoltoso l’utilizzo a chi ha le mani grosse (1,46″ ovvero circa 3 cm di diagonale).

Il software per la gestione delle foto prodotte dalla fotocamera Lytro è compatibile soltanto con il sistema operativo Mac OS X e le immagini che vengono generate hanno la risoluzione di un solo megapixel! Praticamente instampabili, anche se Lytro dice che i file che vengono prodotti sono poco più grandi di un file RAW e migliori in qualità HD.

L’obiettivo è molto luminoso e permette aperture fisse massime fino a f/2 con uno zoom ottico di 8x (equivalente a 35-280 mm) mentre il corpo è in alluminio anodizzato.
La fotocamera ha soltanto due pulsanti: uno per lo scatto e l’altro per l’accensione e lo spegnimeno del dispositivo.

Insomma, secondo me non sarà un oggetto che salterà all’occhio del fotografo, piuttosto potrebbe essere un valido oggetto trendy tra i ragazzi anche se comunque il prezzo non abbastanza contenuto: a circa 290 € per la versione da 8 GB che permette l’archiviazione di un massimo di 350 scatti.
Per 365 €, invece c’è la versione da 16 GB per memorizzare fino a 750 fotografie. Le memorie ovviamante sono interne e non sono espandibili.

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Anh Vu Pham

Sono sempre affascinato da ciò che è bello, nuovo e tecnologico. Fotografo per passione, mi cimento nel Web Designer e sono laureato in Ingegneria dell'Informazione a Brescia. Nel tempo libero amo anche documentarmi e informarmi sulle novità che riguardano la SEO e tutte le strategie per migliorare il posizionamento dei siti web.
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