Riprendiamo il nostro percorso con le lezioni del Corso di Fotografia di Playerdue Lighting. In questa puntata, Carlo Orlandi ci parla della profondità di campo, argomento già introdotto nella lezione precendente, quando si parlava dell’apertura del diaframma.
Cos’è la profondità di campo?
La profondità di campo è semplicemente la distanza che c’è dietro e davanti al soggetto (a fuoco) in una fotografia. In certe circostanze è molto evidente per la presenza della sfocatura, in altre invece diventa impercettibile.
Solitamente nei paesaggi è richiesto una maggior profondità di campo, in modo da poter ottenere nitidezza in tutte le zone. Per fare ciò serve un buon obiettivo grandangolare e bisogna esporre la fotocamera ad un’apertura abbastanza piccola, a partire da f/11. Se non c’è tanta luce, diventa quasi obbligatorio munirsi di un buon treppiede.
In questa foto di Moyan Brenn, l'apertura è stata fissata a f/20 e ciò ha comportato ad un tempo di esposizione di ben 0,4 secondi che non basta per immobilizzare l'acqua. La foto è comunque molto bella e sembra mostrare la delicatezza vellutata delle onde del mare
Invece nei ritratti, molto spesso, per staccare il soggetto dallo sfondo, ci sono diverse considerazioni da tenere a mente.

Foto scattata a f/2.8 con l'obiettivo 50 mm
In primo luogo, bisogna:
- usare obiettivi a lunga focale (in questo caso però dovremo stare piuttosto lontani dal soggetto)
- utilizzare aperture focali molto grandi
- combinazione delle prime due alternative
- ricordarsi che più ci si trova vicino al soggetto più la sfocatura ha effetto: potete provare voi stessi con il vostro occhio, avvicinandovi e focalizzando un oggetto, noterete con la coda dell’occhio che lo sfondo sarò sfocato
Fonte: Playerdue Lighting