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Il mio flash E-TTL Yongnuo YN565EX ha cominciato a fare i capricci due settimane fa e avendo solo sei mesi di vita, ho contattato prontamente il rivenditore che anziché ripararlo, mi ha proposto lo scambio di un altro nuovo flash cinese, ma della Oloong, una marca sconosciutissima per me.
Egli ha assicurato che è molto più affidabile dell’YN565EX ed inoltre si trattava di un modello nuovo, l’SP- 690 II per Canon, mentre la versione per Nikon è sul mercato da aprile circa.
L’Oloong SP-690 II è un flash E-TTL II, come l’YN565EX, quindi è completamente automatico nell’esposizione on-camera. Il design ricorda molto quello dei flash originali Nikon.

Rispetto al flash che avevo precedentemente, il 690 II ha un numero guida pari a 50 e lo zoom può variare da 24 a 180 mm, nell’YN565EX, invece, il numero guida era dichiarato 58 (ma effettivamente valeva un pò di meno) e lo zoom aveva un range che andava da 24 a 105 mm.
Le specifiche tecniche dell’Oloong sono pressoché simili a quello della Yongnuo.

Qualità costruttiva e impressioni
Il flash Oloong 690 II è fatto prevalentemente in plastica, ma di buona qualità, anche se sinceramente preferivo quella della Yongnuo perché dava un senso di robustezza in più.
Il 690 II mi pare sia anche leggermente più leggero e come nello Yongnuo, anche qui il contatto a caldo è in metallo.
La testa del flash si muove in modo molto più preciso, senza particolari allentamenti e assumendo posizioni fisse.
Sul retro, all’apparenza, il comando centrale può far pensare che ci sia una bella ghiera che può ruotare e invece non ruota: è possibile solo premere lungo le quattro direzioni principali e non si può nemmeno premerlo centralmente.

Il tasto di accensione e di spegnimento è un semplice switch, ma se lo dimenicate di spegnere, niente paura, perché il flash andrà in stand-by automaticamente dopo un certo periodo di inutilizzo.
Il display è molto grande ed è a cristalli liquidi. I numeri sono enormi e offrono una bella visibilità. Direi ottimo anche luminosità e il contrasto, l’unica pecca però è che non si può controllare il tempo di sospensione dell’illuminazione che rimane fisso a circa 15 secondi.
C’è anche un tasto per bloccare tutti i comandi, ma sinceramente lo trovo poco utile.
Nel complesso, le funzionalità offerte dall’SP-690 II sono leggermente ridotte, ma quelle essenziali ci sono.
Non manca poi il pannellino frontale e il mini diffusore:

In dotazione c’è uno stand in plastica che permette di tenere il flash in verticale quando è staccato dalla reflex. Molto utile l’attacco presente nella parte inferiore che consente di collocare il flash sui tradizionali treppiedi a vite:

Oltre al piedistallo, nella confezione è inclusa una morbida custidia e un manuale d’istruzioni in inglese e cinese.
Qualità d’immagine e prestazioni
Usando il flash in modalità E-TTL on-camera, il flash è perfetto e quasi impeccabile. Anche puntando la parabola direttamente sul soggetto, le foto non escono bruciate o troppo sovraesposte, cosa che succedeva molto volentieri con lo Yongnuo e obbligava ad abbassare di qualche stop nell’esposizione del flash.
Ecco un esempio di foto nella quale il flash è stato puntato direttamente sul soggetto che si trovava in controluce:
Qui un’altra foto, sempre con la parabola rivolta verso il soggetto:
Puntando la parabola verso il soffitto si ottiene una luce più diffusa con ombre meno nette, ed è anche la classica situazione per ottenere il meglio dal flash:
I tempi di riciclo del flash mi sembrano più performanti rispetto allo Yongnuo, tanto che con l’YN565EX si avevano problemi nello scatto a raffica con il flash (a volte non partiva proprio già dal secondo scatto), mentre pare che con l’Oloong non ci siano evidenti problemi.
Come in quasi tutti i flash, è presente un assistente che emette un fascio di luce di color rosso che dovrebbe aiutare nei momenti in cui bisogna prendere la messa a fuoco in condizioni di scarsa illuminazione.
Purtroppo questo fascio di luce risulta essere molto debole e quando la luce ambientale è molto poca, l’AF della fotocamera fa molta fatica a fare il suo operato.
Niente fotocellula per gli scatti in slave
Per coloro che giocano con tanti flash, forse c’è una piccola pecca che riguarda l’utilizzo del lampeggiatore in modalità slave, infatti l’Oloong SP-690 II accetta di essere comandato solo dai suoi simili o da uno Speedlite Canon 580EX II in modalità wireless. Non sono sicuro, ma probabilmente è possibile comandarlo anche attraverso dei trigger.
Manca il sensore di rilevamento del lampo del master che tradizionalmente è presente in tutti i flash. Peccato.
Non c’è l’High Speed Sync (HSS)
Purtroppo, anche in questo flash non è presente l’High Speed Sync, una modalità molto utile che consente di scattare fotografie oltre il tempo di sincronizzazione limite di 1/200 di secondo. Quindi se ci troviamo all’aperto e in controluce, sarà piuttosto difficile riuscire a trovare un’esposizione corretta sia sullo sfondo che sul soggetto.
Giudizio finale
Materiali
Prestazioni
Qualità/Prezzo
Lo consiglio!
Conclusione: L'Oloong SP-690 II risulta essere decisamente un flash interessante e un'ottima alternativa al buon Yongnuo (ovviamente finché faceva il suo lavoro). Come precedentemente accennato, il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 10 € in più rispetto allo Yongnuo YN565EX, quindi su una fascia che va dai 179 € ai 200 €. Attualmente ho notato che la disponibilità è molto limitata, ed è possibile reperirlo in Italia solo da questo rivenditore: Giordano innovations. È ottimo se utilizzato on-camera, cioè perennemente agganciato alla slitta della reflex e le foto risultano ben bilanciate e correttamente esposte. Se è vero quanto ha consigliato il rivenditore riguardo all'affidabilità, allora direi che questo flash economico è decisamente l'ottima alternativa agli Speedlite della Canon. L'unica pecca che ho potuto riscontrare è la mancanza dell'High Speed Sync e della luce di supporto per la messa a fuoco, che è molto debole.




